DOMENICA 26 NOVEMBRE 2017 | ore 10:30

MATINÉE

 

 MENDRISIO

Sala di Musica nel Mendrisiotto  

presso il Museo d’Arte

 

DAL CLASSICISMO AL XX° SECOLO

 

Giuseppe Nova, flauto

Bruno Canino, pianoforte

 

 

Wolfgang Amadeus Mozart |  Rondò in re maggiore K 374, Andante in do maggiore K 315

Gaetano Donizetti |  Sonata in do maggiore

Francis Poulenc | Sonata

 

Jules Massenet | Méditation, dall’opera “Thas”

Franz Doppler | Fantasia pastorale ungherese op.26

George Bizet | Entr’acte e tema e variazioni sull’Habanera, da “Carmen”    

 

 

Nel 1778 Wolfgang Amadeus Mozart viaggiava sulla via per Parigi e, durante una sosta a Mannheim, conobbe l’indiano, un ricco ufficiale olandese che si faceva chiamare De Jean o Dejean, dilettante di flauto, che gli commissionò alcuni lavori per l’orchestra locale, allora famosissima. Il tramite fu il bravo flautista Jean Baptiste Wendling, ma Mozart, che non amava la sonorità dello strumento, si applicò malvolentieri, come è testimoniato da una sua lettera al padre Leopold. Compose il Concerto K 313, trascrisse per flauto quello per oboe K 314 e aggiunse l’Andante in do maggiore per flauto e orchestra K 315, sostituendolo probabilmente al movimento centrale del K 313, giudicato troppo difficile per le capacità tecniche di De Jean. Il brano è piacevole, cantabile e pieno di una raccolta poesia, specie nel finale.

 “Suonata per flauto e pianoforte. Per uso della signora Marianna Pezzoli-Grattaroli. Bergamo, lì 15 maggio 1819”. Così Gaetano Donizetti omaggiò la donna che, sicura del suo talento e di quello dell’amico Dolci, pagò per esentarli dal servizio militare, tanto che il compositore scriverà vent’anni dopo: «La brava signora (…) per il favore che ella fece a te ed a me nella coscrizione dove abbisognavi d’argento». La Sonata in do maggiore appartiene, come del resto la produzione strumentale e sacra, agli anni giovanili del musicista bergamasco, ed è un brano di circostanza ma pieno di fresca invenzione e spunti virtuosistici.

Di grande impatto sonoro è anche la Fantaisie op. 79 di Gabriel Fauré, scritta per il flautista Paul Taffanel nel 1898, che aveva chiesto ai colleghi del Conservatorio di Parigi, dove insegnava, un pezzo virtuosistico per gli esaminandi. Fauré compose quello che è considerato uno dei gioielli della sua produzione cameristica, apponendo nel manoscritto dedicato al collega la dicitura «modificare i passaggi ineseguibili». Non sappiamo se e cosa Taffanel modificò, ma la Fantaisie rimane un brano altamente virtuosistico e brillante, di piacevolissimo ascolto.

La Sonata per flauto e pianoforte di Francis Poulenc, dedicata alla mecenate e pianista americana Elizabeth Sprague Coolidge, fu composta a Cannes tra il 1956 e il ’57, ed eseguita per la prima volta il 18 giugno 1957 a Strasburgo, con l’autore al pianoforte e Jean-Pierre Rampal al flauto. Il primo movimento inizia con quattro biscrome del flauto, spesso ripetute. Il tema principale ha un carattere riflessivo e quieto ed è contrastato da un motivo centrale affettuoso. Il flauto ha una parte assai difficile, con un doppio staccato e passaggi virtuosistici. Il pianoforte introduce il secondo movimento, con la melodia che poi scorre tra i due strumenti, mentre il Presto giocoso finale riprende il tema del primo movimento accanto alla curiosa citazione della Badinerie tratta dalla Suite per orchestra n. 2 di Bach.

Cavallo di battaglia di Mischa Elman e molti altri violinisti, la Méditation dall’opera “Thaïs” di Massenet qui trascritta per flauto, è un “Andante religioso” come indica il compositore, che descrive la sofferta decisione della cortigiana Thaïs di consacrarsi al Signore.

Pezzo forte di molti flautisti, la Fantasia pastorale ungherese di Franz Doppler, compositore austriaco e virtuoso dello strumento, è un fuoco d’artificio di motivi popolari, mentre l’Entr’acte’ e tema e variazioni sull’Habanera della “Carmen” di Bizet permette ai due musicisti un compiuto dialogo ad altissimo livello, garantendo un sicuro divertimento per gli ascoltatori. 


DOMENICA 3 DICEMBRE 2017 | ore 10:30

MATINÉE

 

 MENDRISIO

Sala di Musica nel Mendrisiotto  

presso il Museo d’Arte

 

 

DEL FOLCLORE E DELL’OPERA

 

Sandra Landini e Stefano Romani, pianoforte a quattro mani