Domenica 27 maggio | ore 10.30

Mendrisio Sala Musica nel Mendrisiotto

(presso Museo d’Arte Mendrisio)

Matinée

 

DAL CLASSICISMO AL PRIMO NOVECENTO

 

 

 

 

Schweizer Klaviertrio

 

Angela Golubeva, violino

Sasha Neustroev, violoncello

Martin Lucas Staub ,pianoforte

 

 

Ludwig van Beethoven | Trio n. 4 in si bemolle maggiore op. 11 “Gassenhauer”

 

Franz Schubert | Trio in mi bemolle maggiore “Notturno”, op. 148 D 897

Frank Martin | Trio su melodie popolari irlandesi                 

 

 

 

Scritto da un Beethoven ventisettenne nel 1897, il Trio n. 4 op. 11, dedicato alla contessa Maria Wilhelmine von Thun, prevedeva in origine il clarinetto al posto del violino ed è caratterizzato da una notevole perfezione formale e da una sincera vena melodica. Il titolo di “Gassenhauer” viene dall’“Allegretto” finale, che riporta il tema dell’aria “Pria ch’io l’impegno” tratta dall’opera comica “L’amore marinaro” del musicista ungherese Joseph Weigl, talmente famosa al tempo da essere cantata e fischiata in ogni vicolo (in tedesco “Gasse”) della città di Vienna. Oggi la chiameremmo un’aria da hit parade. Il Trio si apre con il contrasto tra un esordio marziale e un tema più lirico e cantabile, giocato tra violoncello e violino e ripreso dal pianoforte. Quasi schubertiano è il “Largo” centrale, con i timbri caldi del violoncello e del violino ben fusi con gli arpeggi del pianoforte, mentre il tema del finale, caratterizzato da nove variazioni, mostra un carattere schietto e virtuosistico, che alterna una cantabilità distesa a tratti più bruschi e quasi drammatici, tipici del primo Beethoven.

Il titolo di “Notturno” dato al Trio in mi bemolle op. 148 di Franz Schubert viene dall’editore Diabelli, che pubblicò il brano nel 1846, diciotto anni dopo la data di composizione. Probabilmente l’Adagio, che costituisce l’intera opera, fu composto per un lavoro di più vasto respiro, forse il Trio in si bemolle D. 898 pubblicato come opera postuma 99, dove è sostituito in realtà dall’“Andante un poco mosso” della stessa tonalità. Aperto da un’introduzione “appassionata” di notevole tensione espressiva, il brano è quasi una fantasia, con il pianoforte a sostenere gli archi con accordi arpeggiati che Schubert indica espressamente “con pedale”, notazione insolita per l’epoca perché l’uso del pedale non era ancora avanzato, con un effetto quasi impressionista.

Noto soprattutto per le sue composizioni sacre e per la Petite symphonie concertante, lo svizzero Frank Martin, compose nel 1925 il Trio su melodie popolari irlandesi, commissionatogli da un ricco americano musicista dilettante di origine irlandese, un brano che contiene «molti elementi gioiosi e qualche raro momento melanconico», come scrisse lo stesso musicista. Martin si recò alla Bibliothèque Nationale di Parigi per studiarne la raccolta di canti irlandesi, che utilizzò poi nei tre movimenti del Trio.

L’opera mantiene un equilibrio tra i toni del tardo romanticismo e gli echi della musica di Stravinski, Poulenc e Bartók, con il primo movimento a restituire un’atmosfera celtica con frequenti cambi di ritmo e motivi di danza. Il secondo invece mostra una melodia ostinata del violoncello, quasi un motivo di Ciaccona alla maniera francese, mentre il finale, in forma di Giga, presenta di nuovo motivi del folklore irlandese mescolati con notevole sapienza compositiva.

 

 

Segue degustazione di vini curata dalla Cantina vinicola Borgovecchio di Balerna

 

entrata | 20.-   

AVS, AI, studenti |  15.- 

soci Musica nel Mendrisiotto | 10.-

giovani fino a 16 anni e studenti CSI | entrata gratuita

 

 

 


 

 

DENTRO LA MUSICA

 

 Mendrisio Sala Musica nel Mendrisiotto

 Presso il Museo d'arte di Mendrisio 

  

 

 

Lunedì 14 Maggio 

 

 

Perché ci piace la musica? Come fa ad agire in modo tanto profondo sulla nostra psiche ed emotività? Si può spiegare con le parole ciò che la rende così preziosa e insostituibile per la nostra vita? Come fa un compositore a “pensare”, a progettare la sua musica? Qual è l’approccio di un musicista nello studio di un capolavoro musicale, e fino a che punto può spingersi la sua libertà di interpretarlo? Perché il direttore d’orchestra è così importante? Quali sono i tratti distintivi di un’epoca, di uno stile, di un’opera, di un’interpretazione? Come si fa a riconoscerne e apprezzarne le differenze e le particolarità? Quali i rapporti tra la musica e le altre arti, la letteratura, la poesia, le arti visive, il cinema?

A queste e ad altre domande vuole rispondere il ciclo di incontri che abbiamo voluto chiamare “Dentro la musica” e che, con cadenza mensile, verranno offerti ai soci di Musica nel Mendrisiotto nel primo pomeriggio del lunedì nella nostra sede di via vecchio Ginnasio a Mendrisio.

Gli appuntamenti, informali e accompagnati da un piccolo rinfresco, saranno condotti e impreziositi dalla presenza di musicisti, storici della musica, compositori, musicologi che con linguaggio chiaro e accessibile ci guideranno alla scoperta di vari punti di vista sulla musica, più profondi o inusuali, o semplicemente diversi rispetto a quanto il semplice ascolto possa consentirci di cogliere.

Ci auguriamo che questa iniziativa raccolga il favore di quanti seguono abitualmente le nostre rassegne musicali, e anche di chi, anche solo per curiosità, desideri accostarsi alla musica in un modo nuovo, diverso e più consapevole.

 

 

Il prossimo appuntamento sarà dedicato ad uno dei massimi capolavori del romanticismo: il trio la minore op. 114 scritto nel 1891 da Johannes Brahms per clarinetto, violoncello e pianoforte, nonché un estratto da Otto pezzi op. 83 scritti nel 1908 da Max Bruch.

A guidare l’ascoltatore e ad eseguirle sarà il Trio Prometeo con Roberta Gottardi alclarinetto, Claude Hauri al violoncello e Francesco Prode al pianoforte.

A partire dalle 13.45 sarà possibile accedere alla sala dove verranno offerti caffè ebiscottini. L’accesso è libero e senza prenotazione. La durata complessiva è di 45 – 60 minuti.

 

 

 


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