Prossimo appuntamento


Domenica 24 febbraio |  ore 10.30

Mendrisio | Sala Musica nel Mendrisiotto

(presso Museo d’Arte Mendrisio)

 

Matinée

 

 

 

Tommaso Benciolini, flauto 

Lorenzo Gugole, violino

Claudio Bonfiglio, pianoforte

 

 

 

 

Jacques Ibert | Deux Interludes per violino e pianoforte

Bohuslav Martinu | Sonata per flauto, violino e pianoforte H. 254    

Nino Rota | Trio per flauto, violino e pianoforte  

Dmitri Shostakovich | Cinque pezzi per flauto, violino e pianoforte 

 

I Deux Interludesfurono composti da Jacques Ibert nel 1946 per flauto, violino e clavicembalo o arpa, e rispecchiano l’eclettismo di questo compositore che svariò in diversi ambiti musicali, scrivendo per il balletto, l’opera, l’orchestra e la cameristica, e non disdegnando il cinema. Negli Interludes, Ibert, che nacque a Parigi nel 1890 e vinse il Prix de Rome nel 1919 con la cantata ”Le poète et la fée”, mostra una sensibilità tutta francese, con chiarezza, equilibrio, colore e nitide impressioni. I due lavori fanno parte della musica che Ibert compose per la commedia di Suzanne Lilar “Le Burlador”, e riflettono il gusto dell’epoca per il mélange tra le atmosfere francesi e le spagnole, come del resto accadeva con Massenet e Ravel. Il primo Intermezzoè pervaso da una quieta poesia, in un tempo lento e sospeso, mentre il secondo ha tratti spagnoleggianti, con l’andamento di una danza andalusa. 

La figura del compositore ceco Bohuslav Martinu si colloca al fianco di autori quali Bedřich Smetana, Antonín Dvořák e Leoš Janáček come un vero gigante della musica ceca, giustamente considerato uno dei più importanti musicisti del XX secolo. Autore di oltre 400 composizioni, possiede uno stile eclettico, con influenze che vanno dalla musica nazionale all’impressionismo francese mutuato negli anni di studio a Parigi, fino al neoclassicismo di stampo stravinskiano e alle contaminazioni jazzistiche. La Sonata per flauto, violino e pianoforte H 254, fu scritta a Parigi nel 1937 ed è in stile neoclassico, in cui la semplicità è abbinata a un virtuosismo di grande eleganza.

Anche se Nino Rota è considerato il padre della musica da film italiana assieme all’ingiustamente obliato Mario Nascimbene, non va dimenticata la sua ingente produzione musicale, che spazia dal pianoforte alla cameristica, alla musica vocale e per orchestra fino alle molte opere liriche recentemente riscoperte. Il Trio per flauto, violino e pianoforte, ricco di inventiva e vigore ritmico, fu composto nel settembre 1958.

Musicista di straordinaria prolificità fu Dmitri Shostakovich, capace di comporre musica operistica e sinfonica, cameristica e da film, commedie musicali oltre a lavori per pianoforte solo e liriche da camera. La sua vasta produzione è stata classificata dalla critica in tre grandi periodi: un primo di formazione sino alla “Quarta Sinfonia” (1935), un secondo normalizzato ai canoni estetici del realismo socialista, infine un terzo iniziato nel 1948 e proseguito con la morte di Stalin (1953) sino alla sua stessa morte, in cui si apre cautamente alle istanze della musica occidentale. La musica di Shostakovich ha spesso tinte di un colore livido, tetro, funereo, attraversato da un lirismo accesissimo, tragico, che fa da contrappunto a un’amara ironia.

 

 

 

Segue degustazione di vini della Cantina Fawino di Mendrisio

 

Pianoforte Steinway Gran Concerto messo a disposizione dell’Associazione Mendrisio “Mario Luzi Poesia del Mondo”, nell’ambito della sezione musicale dedicata ad Arturo Benedetti Michelangeli, presieduta da Paolo Andra Mettel.

 

Accesso difficoltoso ai disabili causa scale

 

entrata | 20.-   

soci Musica nel Mendrisiotto | 10.-

giovani fino a 16 anni | entrata gratuita