Domenica 22 aprile | ore 11.00

Ligornetto, Museo Vincenzo Vela

Matinée

 

PROGETTO BORROMINI

 

 

 

 

Ensemble Borromini

 

Barbara Ciannamea, violino

Linda Hedlund, violino

Giuseppe Nese, flauto

 

 

Antonio Vivaldi | Concerto in re maggiore per flauto, archi e continuo “Il Gardellino” RV 428 

Antonio Vivaldi |  Concerto in mi bemolle maggiore per due violini, archi e continuo RV 515
Jules Massenet | Meditation da “Thaïs” per violino e archi 

Jean Sibelius | Suite op. 117 per violino e archi 

Franz Doppler | Fantaisie Pastorale Hongroise per flauto e archi op. 26

 

  

È noto che Vivaldi scrisse più di cinquecento concerti, alternandoli alla composizione di circa cento Opere teatrali. Li realizzò per i più svariati organici e a volte per specifici strumentisti. Sono sei i Concerti op. 10 che Vivaldi dedicò al flauto e che vennero pubblicati ad Amsterdam nel 1728, nella piena maturità del compositore. Questi concerti sono, in tipico stile vivaldiano, composti da tre movimenti Allegro – Adagio – Allegro. Il “Gardellino” spicca per il marcato senso descrittivo e il virtuosismo dello strumento principale. Il concerto per due violini e continuo RV 515 è invece in stile concertante, con i solisti che emergono dal gruppo per duellare (nei tempi veloci) o duettare amorevolmente (nel Largo) per poi immergersi nel “tutti” generale. Questa particolare alternanza, di cui già Torelli aveva anticipato la struttura, fu portata da Vivaldi a un grado di espressività sconosciuta fino al suo tempo.

La celeberrima Meditationdi Massenet è un intermezzo strumentale posto tra le scene del II Atto dell’opera Thaïs. Il monaco Athanaël affronta la bella Thaïs, devota a Venere, per persuaderla a cambiare vita, e sarà proprio il momento di meditazione rappresentato in modo sublime dalle note di Massenet a spingerla a seguire il monaco nel deserto. Il brano possiede una tale forza espressiva che è stato presto adattato per vari strumenti solisti e ensemble, ed è diventato uno degli encore più famosi e più spesso eseguiti in concerto.

Appartenente alla generazione di Strauss, Mahler e Debussy, Jean Sibelius è in ogni senso un rappresentante del tardo romanticismo ottocentesco ed è ancor oggi considerato il caposcuola della musica finlandese; spesso le sue composizioni sono pervase da un senso della natura nordica, specialmente le sinfonie e i poemi sinfonici.

La Suite op. 117 è un progetto rimasto incompiuto: i tre movimenti risalgono al 1929 e sono rimasti inediti per lungo tempo, pubblicati dopo la morte del compositore e con la prima esecuzione avvenuta solo nel 1990. Il clima è di sereno naturalismo, con già dai titoli evidenti riferimenti a suggestioni campestri nelle diverse stagioni dell’anno.

Franz Doppler, figlio d’arte, fu eminente flautista oltre che compositore e molti suoi lavori furono destinati al flauto solista o al duo di flauti, per essere eseguiti assieme al fratello Karl, flautista anch’egli.  La Fantasia Pastorale Ungherese è un brano classico del repertorio per questo elegante strumento. Consiste di tre movimenti, con alla base motivi di ispirazione popolare e appare molto ben congegnata per dare il massimo risalto al flauto, alle sue volute virtuosistiche e alla sua tenue malinconia.

 

 

 

 Segue degustazione di vini e aperitivo offerti dalla Cantina vinicola Borgovecchio di Balerna

 

 

entrata | 20.-   

AVS, AI, studenti |  15.- 

soci Musica nel Mendrisiotto | 10.-

giovani fino a 16 anni e studenti CSI | entrata gratuita

 

 

 


 

 

DENTRO LA MUSICA

 

 Mendrisio Sala Musica nel Mendrisiotto

 Presso il Museo d'arte di Mendrisio 

  

 

Lunedì 29 gennaio

Lunedì 19 Febbraio

Lunedì 12 Marzo

Lunedì 23 Aprile

Lunedì 14 Maggio 

 

 

Perché ci piace la musica? Come fa ad agire in modo tanto profondo sulla nostra psiche ed emotività? Si può spiegare con le parole ciò che la rende così preziosa e insostituibile per la nostra vita? Come fa un compositore a “pensare”, a progettare la sua musica? Qual è l’approccio di un musicista nello studio di un capolavoro musicale, e fino a che punto può spingersi la sua libertà di interpretarlo? Perché il direttore d’orchestra è così importante? Quali sono i tratti distintivi di un’epoca, di uno stile, di un’opera, di un’interpretazione? Come si fa a riconoscerne e apprezzarne le differenze e le particolarità? Quali i rapporti tra la musica e le altre arti, la letteratura, la poesia, le arti visive, il cinema?

A queste e ad altre domande vuole rispondere il ciclo di incontri che abbiamo voluto chiamare “Dentro la musica” e che, con cadenza mensile, verranno offerti ai soci di Musica nel Mendrisiotto nel primo pomeriggio del lunedì nella nostra sede di via vecchio Ginnasio a Mendrisio.

Gli appuntamenti, informali e accompagnati da un piccolo rinfresco, saranno condotti e impreziositi dalla presenza di musicisti, storici della musica, compositori, musicologi che con linguaggio chiaro e accessibile ci guideranno alla scoperta di vari punti di vista sulla musica, più profondi o inusuali, o semplicemente diversi rispetto a quanto il semplice ascolto possa consentirci di cogliere.

Ci auguriamo che questa iniziativa raccolga il favore di quanti seguono abitualmente le nostre rassegne musicali, e anche di chi, anche solo per curiosità, desideri accostarsi alla musica in un modo nuovo, diverso e più consapevole.

 

Gli incontri si svolgono, in un clima disteso e informale, il lunedì alle 14 con cadenza mensile. A partire dalle 13.45 sarà possibile accedere alla sala dove verranno offerti caffè e biscottini. L’accesso è libero e senza prenotazione. La durata complessiva è di 45 – 60 minuti.

 

 

 

 


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