Domenica 3 novembre ore 10.30

Mendrisio Sala Musica nel Mendrisiotto (accanto al Museo d’arte Mendrisio)

 

Matinée

 

Giovanni Umberto Battel, pianoforte

 

 

Claude Debussy 1862 - 1918 | “Suite Bergamasque”,  “Valse Romantique”

Maurice Ravel  (1875 - 1937) |  “La Valse”    (trascrizione rivista da Giovanni Umberto Battel)

 

 

 

Pianoforte Steinway Gran Concerto messo a disposizione dell’Associazione Mendrisio “Mario Luzi Poesia del Mondo”, nell’ambito della sezione musicale dedicata ad Arturo Benedetti Michelangeli, presieduta da Paolo Andrea Mettel.

Accesso difficoltoso ai disabili causa scale

Segue degustazione di vini curata da Borgovecchio Vini di Balerna 
Nel vicino Museo d’arte è in corso la mostra: INDIA ANTICA. Capolavori dal collezionismo svizzero.

 

 

Il gioco delle maschere ha incuriosito a più riprese molti compositori tra Otto e Novecento che si sono ispirati alla Commedia dell’arte e ai suoi protagonisti. Basti pensare a Fauré, con “Masques et bergamasques”, all’opera di Pietro Mascagni “Le maschere”, o al celeberrimo “Pulcinella” stravinskiano. Claude Debussy già nel 1882 aveva composto “Pantomime”, su testo di Verlaine, per voce e pianoforte, e nel 1890 si mise all’opera pensando a una suite, intitolata poi Bergamasque in omaggio alla città di Bergamo e alle sue maschere.

Il musicista francese però non fu soddisfatto della prima stesura dell’opera, che riprese nel 1905 poco prima della definitiva pubblicazione. Suddivisa in quattro movimenti, Prélude – Menuet – Clair de lune – Passepied, è ispirata a una serie di danze popolari e di corte, con uno stile volutamente settecentesco nel secondo e quarto movimento, alternato a una scrittura più libera e lirica, come si percepisce soprattutto nel Clair de lune.

Composto anch’esso nel 1890, la “Valse romantique” per pianoforte solo è diviso in sette brevi parti e scritto in uno stile tardo romantico, anche se si intravedono già caratteri della maturità espressiva in alcune concatenazioni armoniche poco convenzionali.

Del 1910 è invece “La plus que lente”, valzer per pianoforte scritto nella piena maturità, con riferimenti ironici e caricaturali al caratteristico valse hésitation di gran moda nella Belle époque. La composizione, in forma di rondò, va eseguita, secondo l’indicazione di Debussy, «molto rubato con morbidezza».

“La Valse, mouvement de valse viénoise”, fu commissionato a Ravel dal creatore dei Ballets russes Sergej Diaghilev nel 1919, con l’idea di realizzare un omaggio sonoro al grande Johann Strauss, idea già balenata nella mente del musicita nel 1906, che l’avrebbe voluto intitolare “Wien”. Ripresi gli abbozzi dell’opera, Ravel completò per prima la versione per pianoforte solo nel febbraio 1920, nel mese successivo quella per due pianoforti e in aprile quella orchestrale.

A Diaghilev il brano, eseguito in privato dallo stesso compositore nella versione per due pianoforti, assieme a Marcelle Meyer, non piacque, e l’idea di un balletto venne abbandonata e ripresa soltanto nel 1929, con protagonista Ida Rubinstein, ma “La Valse” diventò in breve una delle composizioni più amate di Ravel, anche se la versione per pianoforte solo, qui rivista da Giovanni Umberto Battel, incominciò a diventare popolare dall’esecuzione di François-Joèl Thiollier a France Musique nel 1984.