Domenica 24 novembre ore 11.00 

Ligornetto Museo Vincenzo Vela

 

Matinée

 

Trio Vincenzo Vela

Sarah Albertoni, clarinetto

Claude Hauri, violoncello

Corrado Greco, pianoforte

 

 

Gaetano Donizetti  (1797 - 1848) | “L’elisir d’amore”, Una furtiva lagrima - per clarinetto, violoncello e pianoforte

Carlo Graziani Walter ( 1851 – 1927) |“Fantasia appassionata” per pianoforte, su temi  di “Madama Butterfly”

Toshiro Mayuzumi (1929 - 1997) | “Bunraku” (1960) per violoncello solo

Giacomo Puccini  (1858 - 1924) | da “Madama Butterfly”,  Coro a bocca chiusa

Giuseppe Verdi (1813 - 1901) |  Romanza, per clarinetto e pianoforte, su temi de “La forza del destino”

Bohuslav Martinu (1890 - 1959) | Variazioni su un tema di Rossini H.290

Emil Hartmann (1836 - 1898) | Serenade op. 24,

 

 

 

Il Trio Vincenzo Vela, composto da Sarah Albertoni al clarinetto, Claude Hauri al violoncello e, dall’autunno di quest’anno, Corrado Greco al pianoforte, proporrà un viaggio musicale che si intreccerà con la figura dello scultore Vincenzo Vela e con la mostra in corso all’omonimo museo di Ligornetto, dedicata al Giappone.

Il viaggio avrà inizio in Italia, con una pagina di Donizetti, la trascrizione della celeberrima aria “Una furtiva lagrima” tratta da “L’elisir d’amore”, opera tra le più fortunate del compositore bergamasco, composta sullo splendido libretto di Felice Romani, e andata in scena il 12 maggio 1832 al Teatro della Canobbiana di Milano. Alla “prima” l’aria fu cantata dal tenore Giovan Battista Genero.

Un musicista oggi pressoché dimenticato è Carlo Graziani-Walter, che i collezionisti di spartiti ben conoscono per la bellezza della grafica dei suoi brani cameristici e pianistici, spesso illustrati da celebri pittori. Nato a Bruxelles nel 1851, fu compositore e mandolinista e al mandolino dedicò anche un dotto trattato pubblicato a Lipsia nel 1900. Nel 1899 visitò Venezia e da allora decise di stabilirsi in Italia, e a Firenze morì nel 1927. Sua è la “Fantasia appassionata” su temi della “Madama Butterfly” di Puccini, opera ambientata in Giappone.

Il Sol Levante sempre sugli scudi grazie al capolavoro per violoncello solo, “Bunraku”, scritto nel 1960 da Toshiro Mayuzumi, che ripropone le sonorità e i ritmi tipici del teatro giapponese. Un arrangiamento del celebre “Coro a bocca chiusa” tratto dalla “Madama Butterfly” di Puccini riporterà verso l’Italia, seguito da una romanza tratta da “La forza del destino” di Giuseppe Verdi, che lo stesso Vincenzo Vela aveva conosciuto a Milano.

A stimolare ulteriormente l’ascoltatore due pagine di rara fattura: le brillanti Variazioni sul tema dal “Mosè” di Rossini scritte da Bohuslav Martinu, composte nel 1942 in uno stile più giocoso e leggero ma dense di una scrittura altamente virtuosistica, e dedicate al grande violoncellista Grigorij Pjatigorskij, e la deliziosa Serenata op. 24 di Emil Hartmann, coevo di Vela e sapiente compositore danese.

Hartmann, nato a Copenaghen nel 1836, cognato del più noto Niels W. Gade, lavorò diversi anni a Lipsia e, tornato in Danimarca, rivestì il ruolo di organista in diverse chiese. Compositore di musica sacra, scrisse anche balletti, opere e singspiel oltre ad alcune sinfonie, musica da camera e per pianoforte solo. La Serenata op. 24 fu composta nel 1878 in tre movimenti e risente in parte di influssi brahmsiani.