Sabato 19 ottobre ore 20.30

Mendrisio Teatro Centro Sociale di Casvegno

 

Concerto

 

Orchestra di Fiati della Svizzera Italiana

Federico Agnello direttore

Luigi Donato voce narrante

 

 

John Mackey (1973) | “Xerxes” (2010)

Jonathan Newman (1972) |  “De Profundis” (2009)
Yasuhide Ito (1960) |  “La Vita – Symphony in 3 Scenes” (1999)
Federico Agnello (1991)  |  “Nuclear Warrior” (2011)

Ryan George (1978) |  “Firefly” (2008)
Federico Agnello |  “Danze Pazze” (2012)

 

 

 

“Luci e Ombre”

 

John Mackey con “Xerxes”, una marcia da concerto anticonvenzionale, ci riporta nel passato con la storia del re persiano Serse. Il compositore ha inserito all’interno sia elementi patriottici sia continue ripetizioni prolungate nel tempo dal carattere primitivo, rendendo l’atmosfera molto oscura.

Il “De Profundis” di Jonathan Newman inizia con una splendida melodia modale, "Dal profondo ti ho pianto, o Eterno", e si snoda attraverso l'opera, trasformandosi dal canto lirico a un nucleo di corali. Per gran parte del lavoro le percussioni restituiscono un mondo sonoro di ritualismo, che l'ensemble spesso realizza con gesti improvvisati suonati a discrezione dei musicisti.

“La Vita” di Yasuhide Ito è un lavoro in tre movimenti che caratterizza ogni membro dell'ensemble. Il primo movimento presenta uno sviluppo sinfonico tradizionale di due temi. Il secondo si apre e chiude con la scrittura di una sezione di percussioni di buon gusto e presenta linee in ottoni e liriche. Il terzo presenta un tema di ispirazione popolare giapponese che si sviluppa in un climax drammatico.

“Nuclear Warrior” di Federico Agnello descrive un’apocalisse nucleare creata dall’uomo che farà sprofondare il mondo nel baratro totale. “Nuclear Warrior” (Guerriero nucleare) è il fulcro di tutta la composizione: il guerriero nucleare è la stessa bomba atomica e, anche se questa spunterà solo alla fine e per pochi secondi, è la causa estrema della distruzione della vita stessa. Il brano, nella sua macro forma, può essere diviso in sei parti, ognuna contraddistinta da una tematica e da un titolo.

“Danze Pazze" è invece un brano delirante, nel quale il compositore, impazzito, si diverte a descrivere, attraverso gli occhi curiosi di un bimbo, quattro danze improbabili. La prima intitolata "Danza delle palle pazze", descrive miriadi di palle che saltano e rimbalzano come impazzite. Le sezioni della banda fanno i loro ingressi solistici, a partire dalla marimba e dal vibrafono, con temi accattivanti e particolari. La seconda, "Danza ubriaca", descrive un uomo totalmente ubriaco dal tipico incedere incerto e barcollante. La danza è lenta con "soli" affidati al trombone e all'oboe. "Samba-dance in un pazzo stato confusionale", è la terza danza. Sono le percussioni a spadroneggiare, esibendosi in un trascinante ritmo di samba. La quarta e ultima danza, dal titolo "Danza dei Sette Nani esauriti (che saltano dietro alle palle pazze)", si ricollega alla prima.

L'idea di “Firefly”, di Ryan George, è nata una notte mentre il compositore guardava suo figlio di 4 anni incantato da una lucciola nel cortile di casa. Quando gli è stato chiesto cosa ne pensasse della "lucciola", lo guardò con uno sguardo perplesso e disse: "Papà, quella non è una lucciola ... quello è Campanellino, ed è venuta per portarmi con sé in un'avventura!"