Domenica 15 dicembre ore 10.30

Mendrisio Sala Musica nel Mendrisiotto (presso Museo d’arte Mendrisio)

 

Matinée

 

Maria Luisa Sello, flauto

Bruno Canino, pianoforte

 

 

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750) |  Sonata in sol minore BWV 1020

Ferruccio Busoni  (1866 -1924) |  Sonatina Brevis per pianoforte In Signo Johannis Sebastiani Magni

Paul Hindemith  (1895-1963) |  Sonata per flauto e pianoforte

J. S. Bach | Sonata in si minore BWV 1030

 

 

 

 

Segue degustazione di vini della Cantina CAVALLINI di Cabbio.

Pianoforte Steinway Gran Concerto messo a disposizione dell’Associazione Mendrisio “Mario Luzi Poesia del Mondo”, nell’ambito della sezione musicale dedicata ad Arturo Benedetti Michelangeli, presieduta da Paolo Andra Mettel.

Accesso difficoltoso ai disabili causa scale

Nel vicino Museo d’arte è in corso la mostra: INDIA ANTICA. Capolavori dal collezionismo svizzero.

 

 

 

 

Johann Sebastian Bach compose nove Sonate per flauto, tra cui quelle in sol minore BWV 1020 e in si minore BWV 1030 proposte in concerto. La prima, secondo gli studi di alcuni musicologi, risulterebbe scritta in origine per violino, nel periodo giovanile di Bach, anche se l’impronta del brano è flautistica. Lo schema è quello della sonata all’italiana del tempo, su modello vivaldiano, che alterna i movimenti allegro-adagio-allegro, fonte di una grande freschezza espressiva e di una vena melodica cangiante, ben espressa dalla brillantezza del flauto traverso. Composta tra il 1718 e il ’23, la Sonata in si minore per flauto e cembalo obbligato somiglia per struttura compositiva alle coeve Sonate per violino e viola da gamba, e si caratterizza per la grande varietà timbrica grazie alla scrittura virtuosistica per il flauto.

Composta nel 1919 e dedicata a Philipp Jarnach, la Sonatina brevis In signo Joannis Sebastiani Magni è una “libera trascrizione”, indicata dallo stesso Busoni, della Piccola Fantasia e Fuga in re minore di dubbia attribuziona a Bach e in catalogo con il numero BWV 905. Il compositore empolese, pur rispettando la scrittura bachiana, crea un suo spazio espressivo soprattutto nell’Andante, espressivo e sostenuto, che apre la composizione. «Anche se siamo lontani dall’impegno profuso in altre opere ispirate a Bach, la misura calibratissima e la concentrazione espressiva di questa quinta Sonatina appartengono di diritto ai vertici creativi di Busoni», ha annotato Sergio Sablich.

La Sonata per flauto e pianoforte di Paul Hindemith, composta nel 1936, si colloca all’interno di un vasto progetto del compositore volto alla scrittura di Sonate per diversi strumenti, un ciclo che si sarebbe concluso quasi vent’anni dopo. Il brano si caratterizza per il recupero del concerto classico nel rapporto tensione-distensione presente nella struttura musicale, anche per il materiale tematico, costituito da un’unica idea generatrice che si presenta all’inizio di ogni movimento. Si tratta di una scrittura essenziale e sempre molto controllata, in un gioco dialettico sempre pacato che si esprime nello spirito concertante dei due strumenti. Spicca il movimento centrale, un lied in maggiore, di controllata cantabilità con una riminiscenza barocca tipica dell’ouverture in stile francese, caratterizzata da un continuum ritmico, particolarmente evidente e incalzante nella ripresa carica di tensione, in cui il flauto raggiunge la massima intensità.